Fede, passione e spettacolo all'ombra degli ottocento Martiri

La festa patronale di Otranto commemora la morte degli ottocento martiri. Dal 13 al 15 agosto si ricorda quel giorno del 1480 in cui la città fu messa a ferro e fuoco dai turchi. Una storia eroica i cui protagonisti, però, non furono i soldati spagnoli che avrebbero dovuto difendere la città, bensì gli stessi otrantini, per la maggior parte pescatori, artigiani e contadini. Quel giorno a Otranto furono pronunciati 800 "No!": davanti ad Acmet Pascià ci fu il rifiuto di rinnegare la fede cristiana da parte di ottocento otrantini che morirono decapitati sul colle della Minerva.

Le reliquie dei Martiri sono custodite all'interno della Cattedrale in grandi teche, nell'altare a destra di quello principale. Ancora oggi suscita emozione e inquietudine vedere quelle ossa. Il 14 agosto una piccola parte di queste reliquie viene portata in processione attraverso il centro storico. La festa per i Santi Martiri segue i classici canoni delle feste patronali salentine, con ricche luminarie, bancarelle di ogni tipo e musica bandistica ma il clou della festa è la sera del 14 (dopo l'una di notte): assicuratevi un posto dall'alto dei bastioni per assistere al grandioso spettacolo di fuochi d'artificio che vengono sparati dal mare e illuminano di mille colori il blu del cielo e dell'acqua.

 

Fonte: Salento istruzioni per l'uso.


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