Il signore del Fuoco e le "striare" del Duemila

E' una sfida alla brutta stagione, la celebraizione della fine, o dell'inizio, di un ciclo. La Festa del fuoco di Zollino racchiude simboli, messaggi e metafore di un popolo ancora legato a riti intorno al fuoco dal sapore ancestrale. La festa nacque nel 1978 da un'idea di Giovanni Pellegrino, estroso cittadino di Zollino, in un periodo in cui sembrava che volgessero irrimediabilmente verso l'oblio le tradizioni salentine. Come quella dei piccoli falò, le "focareddhe", ai crocicchi delle strade nelle fredde sere invernali. Nacque, così, questa festa laica, attorno ad un falò, acceso insieme ai tanti emigranti che tornavano per le festività natalizie.

Da quell'anno la Festa del fuoco è diventata una grande manifestazione popolare organizzata (il 27 e 28 dicembre di ogni anno) dalla Bottega del Teatro. E' una sera magica, con musiche, danze, artisti di strada, piatti tipici (come la grika "sceblasti", soffice pagnotta farcita) e, nella prima serata, "Il processo alla striara", performance teatrale sui processi alle streghe del Medioevo. La "striara" è un termine dialettale che indica le fattucchiere, le donne che nella credenza popolare si trasformano in gatti e nelle notti di luna piena si recano in riva al mare a ballare sulla sabbia. E che anche nel Terzo Millennio popolano il Salento.

 

Fonte: Salento istruzioni per l'uso.


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