Portoselvaggio: Portoselvaggio scrigno verde sul mare

Fra bosco verde e mare azzurro questo percorso è uno dei più belli per chi ama la natura. Si attraversa una delle pinete più estese delle Puglia che si sviluppa sul versante roccioso della costa jonica di Nardò. Si parte da Santa Caterina: dopo aver parcheggiato nei pressi della Rotonda, si ripercorre a ritroso per circa ottanta metri la strada asfaltata da cui si è giunti. Svoltando a sinistra per il sentiero gradinato in salita e, percorse poche decine di metri, si segue la deviazione a destra raggiungendo la Grotta di Capelvenere, così denominata per la presenza della felce mediterranea. Proseguendo la salita sui gradini di roccia in direzione nord si giunge ai piedi della Torre dell’Alto che domina il paesaggio con il suo profilo imponente e severo, sul ciglio di un costone a picco sul mare. La costruzione, recentemente ristrutturata risale al 1568; costruita sullo stesso modello della vicina Torre di Santa Caterina, è caratterizzata da una scala monumentale.Da qui si può godere un panorama unico: verso nord il Parco di Portoselvaggio con il suo mare verde; verso sud la costa fino a Gallipoli e all’isola di Sant’Andrea.

Procedendo lungo il sentiero che si addentra nella pineta si attraversa un varco tra le rovine di un’antica muraglia di fortificazione dell’età del Bronzo, raggiungendo così la recinzione della Masseria dell’Alto. Lasciandosi a destra il muro di cinta della masseria, si imbocca una discesa a gradini di pietra che, attraverso la pineta, porta alla baia di Portoselvaggio, un’insenatura unica nel Salento, dove macchia mediterranea e pini d’Aleppo giungono fino in riva al mare. Proseguendo lungo il sentiero che delimita a nord la baia, si esce dall’insenatura di Portoselvaggio e si continua a camminare verso nord più o meno in parallelo con la linea del mare. Si attraversa la piana della Lea coperta da una steppa mediterranea con tratti di gariga che risale l’intero tratto costiero. Si può camminare anche seguendo il sentiero più vicino a mare che conduce alla cala di Uluzzo, davanti alla Grotta del Cavallo.

Tutta la zona è un grande giacimento paleolitico ma in particolare questa grotta, dopo varie campagne di scavo, è risultata preziosa agli studiosi poiché il deposito di circa otto metri che la riempie ha fornito manufatti del periodo paleolitico medio tra i più interessanti in Puglia, resti di grandi mammiferi e gusci di molluschi marini e terrestri. Vicino alla grotta si può passare attraverso un buco nel costone roccioso di forma circolare, del diametro di circa due metri; si tratta probabilmente di una curiosa forma di erosione eolica. Continuando lungo il sentiero costiero e risalendo una ripida scarpata, si giunge ai piedi di Torre Uluzzo, oggi diroccata. Attraversata poco dopo la strada litoranea, si sale ancora, spingendosi attraverso fasce tagliafuoco fino alla masseria Torre Nova del 1600. Poco distante, oltre i confini della pineta e del parco, sorge la masseria Brusca del 1500 che merita di essere visitata. Oggi florida azienda agricola presso il cui spaccio si possono trovare verdure, miele, confetture, formaggi, latticini, olio e vino.

 

Fonte: Salento istruzioni per l'uso