I muretti a secco patrimonio dell`umanitą. Lo dice L`Unesco

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La tecnica dei muretti a secco riconosciuta patrimonio mondiale dall`Unesco

I muretti a secco diventano Patrimonio mondiale dell`Umanità. Oggi lo dice anche l`Unesco. Ma le popolazioni del Mediterraneo lo sanno da sempre, loro che per secoli hanno portato avanti la pratica della costruzione con la tecnica “a secco” dei muretti, così come dei trulli, delle torri costiere, delle “pagghiare”, dei “furnieddhi”, di tutte quelle costruzioni, insomma, che nascono “povere”, per esigenze funzionali e utilitaristiche, ma poi sono anche belle, resistenti, caratterizzanti e preziose.

“Rappresentano una relazione armoniosa fra l`uomo e la natura” è la motivazione di questo riconoscimento per cui l`Italia aveva presentato la candidatura insieme ad altri paesi del Mediterraneo, tra cui Grecia, Cipro e Spagna. La Puglia è tra le principali regioni italiane promotrici, volte a tutelare una tradizione che ha i suoi punti forti nel Salento e nella Valle d`Itria, territori dove questa tecnica disegna e caratterizza il paesaggio. E così, dopo i bellissimi trulli di Alberobello, anche i muretti a secco entrano nella lista dei beni Unesco.

 

"Petra su petra...", l`umanità del Salento in una frase

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“Petra su petra azza parite”: c`è tutta l`umanità dei salentini racchiusa in questa frase che è un incoraggiamento, un`esortazione alla pazienza e alla tenacia. Una metafora per dire che le grandi cose si fanno un passo alla volta. Una pietra sopra l`altra si fanno i muri, un modo di dire che ben s`addice alla laboriosità e alla capacità di trarre sempre il lato positivo in tutto, anche nei terreni pietrosi delle campagne.

I muretti a secco sono nati quasi spontaneamente, per mano dei contadini che arando la terra, trovavano tante pietre lungo i solchi, le portavano al limitare del terreno posandole, appunto, una sopra l`altra, oppure per delimitare i terrazzamenti per le coltivazioni lungo le dolci alture delle serre del Capo di Leuca. Quelle pietre, così disposte, diventavano man mano un muretto che avrebbe delimitato i campi e le proprietà ma non solo.

Muretti a secco: utili e... bellissimi

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Le pietre, capaci di trattenere l`umidità dell`aria alimentata dalla vicinanza del mare, fungevano (e fungono ancora) da innaffiatoi naturali e a costo zero. Non è raro, infatti, vedere che lungo i muretti a secco la vegetazione cresce più sana e rigogliosa. Negli ultimi anni, la sensibilizzazione nei confronti della preziosità delle costruzioni a secco ha portato alla riscoperta della tecnica di costruzione che ha dimostrato, nei secoli, altissima resistenza.

Ma diciamolo pure: i muretti a secco sono soprattutto belli, e sono tra le cose che rimangono più impresse durante le vacanze in Puglia. Non solo delimitano vigneti e ulivetilungo le stradine di campagna, ma donano autenticità e bellezza anche a moltissime abitazioni, a ville di lusso e a “pagghiare” tradizionali, che spesso sono prese in affitto per le vacanze proprio per sentirsi veramente immersi nella natura e nell`umanità della Puglia. E che umanità! Parola di Unesco.

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