Pasqua in Puglia: scopri cosa fare

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Da Taranto a Carovigno, le tappe imperdibili delle vacanze di Pasqua in Puglia. Scopri cosa fare

La gloriosa storia greca, il ponte girevole che affascinò perfino D`Annunzio, un centro storico che merita di essere scoperto, un museo unico al mondo, le cozze più buone. Tra i tanti buoni motivi per visitare Taranto, durante le vacanze in Puglia, c`è anche la Settimana Santa. La città sembra la scenografia gotica di un film mai girato, e i “perdoni” sono interpreti di struggenti copioni scritti nella memoria che si tramanda di padre in figlio. Taranto smette i panni moderni del secondo millennio e rispolvera eredità medievali, nei due momenti salienti di questa settimana: la processione dell`Addolorata (Giovedì Santo) e quella dei Misteri (Venerdì Santo).

Il programma della Pasqua a Taranto

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Scopri cosa fare a Taranto: ecco tutte le notizie. Sin dal pomeriggio di giovedì 29 marzo, per le vie di Taranto si incontrano le coppie di “perdune”, confratelli del Carmine incappucciati e a piedi nudi, che fanno visita ai “sepolcri” in tutte le chiese della città. Il passo è un dondolio lento detto “a nazzecate”. I perdoni, simbolo dei pellegrini che un tempo si recavano a Roma, rientrano entro mezzanotte perché a quell`ora dalla chiesa di San Domenico parte la processione dell`Addolorata. Questo corteo sacro rientra alle 17 di venerdì 30 marzo (Venerdì Santo) e, alla stessa ora, dalla chiesa del Carmine esce la processione dei Misteri, che rientra solo alle 7 del mattino dopo, Sabato Santo. 

I pappamusci di Francavilla Fontana

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Anche Francavilla Fontana in provincia di Brindisi sprofonda in un tempo “fuori dal tempo” per celebrare i riti della Settimana Santa. La sera del “venerdì di dolore”, venerdì 23 marzo, l’arciconfraternita dell’Orazione e Morte organizza la processione dell’Addolorata. La mattina di domenica 25 marzo, dopo la benedizione delle palme, i “pappamusci”, incappucciati della confraternita Maria SS. del Carmine, in coppia, si recano alla chiesa madre intonando l’antico canto “Il peccatore dolente” e, ricevuto il precetto pasquale, rientrano sulle note di “Che giorno beato”. La sera di giovedì 29 marzo, i “pappamusci” indossano camice bianco, cingolo, scapolare marrone e mozzetta panna, cappuccio e cappello del pellegrino, a piedi nudi, bordone e rosario alla mano, e due alla volta, con passi lenti e silenziosi, vanno a inginocchiarsi agli altari della reposizione. In piazza il loro passaggio è annunciato da suonatori di tromba con una nenia funebre, anch’essa eredità secolare. 

I momenti clou della Settimana Santa di Francavilla Fontana

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Venerdì 30 marzo, nel tardo pomeriggio, la processione dei Misteri o del “battaglino” percorre le vie della città: sulla soglia della Chiesa di Santa Chiara, il cerimoniere annuncia l’avvio della nera Croce dei Misteri. A questo corteo si uniscono i crociferi, penitenti dei nostri giorni, incappucciati caricati di croci pesanti, occhi bassi e piedi nudi, i cui nomi restano avvolti per sempre nel mistero “della processione dei Misteri”. La processione si chiude al passaggio dell’Addolorata, la statua con abito ricamato d’oro e corona d’argento, dono della viscontessa spagnola Carmela Brost, alle cui discendenti, secondo il testamento del 1897, spetta il privilegio di addobbare il simulacro. Lento, lungo, silenzioso, il corteo di Francavilla Fontana è tra i più suggestivi riti che si possono vivere in Puglia durante le vacanze di Pasqua. La settimana santa si conclude la sera di domenica 1 aprile, con la confraternita dell’Immacolata che scorta per le vie della città il simulacro del Cristo Risorto.

Spettacolare e festosa, la battitura della Nzegna di Carovigno

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Dopo le coinvolgenti ed emozionanti tappe della Settimana Santa in Puglia, seguono spensierati giorni di festa, scampagnate e allegria. Tra questi, i tre giorni che Carovigno in provincia di Brindisi dedica alla Nzegna: lunedì 2, martedì 3 e sabato 7 aprile. Cos`è la Nzegna?, vi chiederete. La Nzegna è un`antica bandiera mariana del X secolo ed è oggetto della festa della Madonna di Belvedere, un rito unico nel suo genere che attraversa i secoli per continuare a stupire con le mirabolanti evoluzioni della “battitura” il lunedì, il martedì e il sabato successivi alla Pasqua.

Quando si può assistere alla battitura della Nzegna?

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La battitura della Nzegna fa parte del programma di festa in onore della Madonna. Lunedì 2 aprile la statua viene portata in processione dalle 10 e giunge in largo Machiavelli per la prima delle “battiture”. Lo stesso accade martedì 3 aprile, solo che il “gioco” si svolge in piazza Municipio, mentre sabato 7 aprile tutto si svolge presso il santuario di Belvedere. La processione forma un cerchio attorno alla statua, accanto a cui prendono posto i musicanti e due battitori (cioè sbandieratori) con al collo la bandiera che, fatti tre passi a colpi di tamburo e a suon di piffero, iniziano “a giocare la Nzegna” passandola dalla testa alle spalle, roteandola sulle braccia e tra le gambe. Il “battimento” e il lancio sempre più alto si ripetono finché i battitori, sfiniti, spiegano l’insegna, la baciano e la posano ai piedi della Madonna. In altri tempi, il più veloce a riprenderla si aggiudicava il diritto al “battimento” per l’anno successivo. Dal 1930 in poi, invece, tale privilegio è esclusivo dei cugini Carlucci, custodi delle bandiere.


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