info Puglia

Cosa occorre sapere per soggiornare in Italia

 

Desideri fare un viaggio in Italia e venire in Puglia? In questa pagina sono contenute le informazioni turistiche sulla Puglia (dal Gargano al Salento) e tutto quanto è necessario conoscere.

 

Passaporto

  • L`italia fa parte dell`Unione Europea e per tutti i cittadini facenti parte della CEE non occorre nessun passaporto se non la carta d`identit?. Per i cittadini extracomunitari occorre un passaporto ordinario per un soggiorno inferiore a 90 giorni

Valuta

  • La moneta corrente ? l`Euro ?

Lingua

  • Italiana

Temperatura media stagionale

Temperatura media stagionale regione puglia

 

Informazioni di carattere generale

  • Capitale: Roma
  • Popolazione: 58 milioni di abitanti
  • Superficie: 116,000 metri quadri
  • Codice chiamate internazionali: 0039
  • Energia elettrica: 230V, 50 Hz

Numeri d`emergenza

  • 112 - Arma dei Carabinieri
  • 113 - Polizia di Stato
  • 118 - Pronto soccorso
  • 115 - Vigili del fuoco

Festività nazionali

  • gennaio 1 , Capodanno; 6 , Epifania
  • aprile 25, Festa della Liberazione e festività pasquali (tra il 18 marzo e il 25 aprile)
  • maggio 1, Festa del Lavoro
  • giugno 2, Festa della Repubblica
  • agosto 15, Ferragosto - Festa dell`Assunzione
  • novembre 1, Tutti i Santi
  • Dicembre 8, Immacolata, 25 Santo Natale, 26 Santo Stefano, 31 San Silvestro.


Come arrivare in Puglia

Informazioni sugli aereoporti
  • Aereoporti ragionali: I maggiori aereoporti della Puglia sono Brindisi "Papola Casale" e Bari "Karol Wojtyla".
  • Aereoporti nazionali: per chi arriva dall`estero spesso occorre fare scalo negli aereoporti di Roma "Fiumicino" o "Ciampino" oppure Milano "Malpensa" o "Linate"
Le maggiori compagnie aeree
  • Le più importi compagnie aeree che utilizzano gli scali internazionali di Roma e Milano sono:
  • per Brindisi -- Alitalia, Air One, Airblerlin, Ryanair, Easyjet and BluExpress
  • per Bari -- Air Italy, British Airways, Eurofly, Alitalia, Air One, Airblerlin, Ryanair, Easyjet and BluExpress e molte altre
Tempo di viaggio approssimativo dai più importanti scali italiani ed europeri
 
  • Alghero – Bari 
  • 1h. 40 min
  • Brussels – Brindisi 
  • 2h. 30 min
     
  • Bologna – Bari 
  • 1h. 20 min
  • Cologne – Bari 
  • 2h. 10  min
     
  • Bologna – Brindisi 
  • 1h. 30 min
  • Dusseldorf – Bari 
  • 2h. 45 min
     
  • Cagliari – Bari 
  • 1h. 15 min
  • Einndhoven – Brindisi 
  • 2h. 50 min
     
  • Genova – Bari 
  • 1h. 25 min
  • Frankfurt – Bari 
  • 2h. 00 min
     
  • Milano – Bari 
  • 1h. 30  min
  • London – Bari 
  • 3h. 50  min
     
  • Milano – Brindisi 
  • 1h. 35 min
  • London – Brinidisi 
  • 4h. 00 min
     
  • Pisa – Bari 
  • 1h. 15 min
  • Malta – Bari 
  • 1h. 20 min
     
  • Pisa – Brindisi 
  • 1h. 35 min
  • Monaco – Brindisi 
  • 1h. 35 min
     
  • Roma – Bari 
  • 1h. 00 min
  • Munich – Bari 
  • 1h. 40  min
     
  • Roma – Brindisi 
  • 1h. 15 min
  • Paris – Bari 
  • 2h. 20 min
     
  • Torino – Bari 
  • 1h. 45 min
  • Stuttgart – Bari 
  • 1h. 50 min
     
  • Torino – Brindisi 
  • 2h. 00 min
  • Valencia – Bari 
  • 2h. 30 min
     
  • Trapani – Bari 
  • 1h. 20 min
     
  • Trapani – Brindisi 
  • 1h. 45 min
     
  • Venezia – Bari
  • 1h. 15 min
     
  • Venezia – Brindisi 
  • 1h. 35 min
     
  • Verona – Bari
  • 1h. 20 min
    Come raggiungere le varie località in Puglia
    • in auto: giunti all`aereoporto di Bari o Brindisi potete muovervi in libertà noleggiando un auto e percorrendo le strade panoramiche sulla costa adriatica o attraversare il cuore verde della Penisola Salentina,
    • in treno: prendere la navetta fino alla stazione ferroviaria più vicina e giungere tramite i treni nazionali/locali che collegano le varie località.

    I piu` importanti eventi in Puglia

    Festival

    Festival del cinema europeo - Lecce
    Festival del Cinema Europeo a Lecce (aprile)
    È un susseguirsi di proiezioni nell`arco di una settimana, fino ad arrivare alla serata di consegna dell`Ulivo d`oro ad attori e registi internazionali del grande schermo.
    Salento finibus terrae festival a San Vito dei Normanni (fine luglio)
    È una rassegna cinematografica internazionale di cortometraggi e si presenta con una formula originale: promuove e premia i corti dividendoli in tre categorie: "Registi pugliesi", "Registi italiani" e "Registi internazionali".
    Festival della Valle d`Itria a Martina Franca (luglio-agosto)
    È un festival lirico, nato nel 1975, che propone titoli inediti e programmi di raro ascolto. Il programma prevede, nell`arco di tre settimane, opere riscoperte e rivelate, capolavori dimenticati del ricco patrimonio operistico italiano ed europeo, interpretazioni musicali celebri, affermazioni di giovani cantanti ed esibizioni di importanti interpreti.
    Carpino Folk Festival a Carpino (prima decade di agosto)
    È il festival della musica popolare e delle sue contaminazioni nato in omaggio alla musica popolare di Andrea Sacco e dei Cantori di Carpino.
    Notte della Taranta nei comuni della Grecìa Salentina (agosto)
    È un festival di musica popolare salentina, dove la pizzica tradizionale e quella rivisitata incontrano le musiche tradizionali nazionali ed internazionali. Consiste in un tour per i paesi della Grecìa Salentina e per altri comuni del Salento, che si conclude con il concertone finale a Melpignano che dura fino alle prime luci del mattino.
    Salento International Film Festival a Tricase (agosto)
    È un festival cinematografico del cinema indipendente, organizzato dall’associazione CineSalento. Si articola nelle tre sezioni: "Lungometraggi world cinema", "Documentari", "Cortometraggi".
    Castel dei Mondi ad Andria (agosto-settembre)
    È un festival internazionale che presenta un`anteprima a luglio ed è interamente dedicato al teatro. Per più di una settimana, nella dimora federiciana di Castel del Monte e in vari monumenti e piazze del centro storico di Andria, si svolgono spettacoli di ogni tipo e in contemporanea tra loro.
    I Dialoghi di Trani a Trani (settembre)
    È un festival letterario in cui si siedono intorno ad un tavolo, nel castello svevo della città, persone di diverso orientamento e di diversa provenienza. Esse si confrontano intorno al libro, riguardo la società che esso rappresenta in ogni sua problematica, per riflettere proprio sul rapporto tra cultura e società.
    Città del Libro a Campi Salentina (ultima settimana di novembre)
    È un festival letterario: la rassegna nazionale degli autori e degli editori presenta una nutrita esposizione della grande e media editoria italiana e si propone come occasione per riflettere sulle sfide dei nostri tempi, utilizzando le formule consuete dell’incontro con l’autore, il cinema e il teatro, nonché tavole rotonde, mostre, laboratori e concorsi. Forte è il coinvolgimento del pubblico e in particolare delle scuole.
    Alba dei Popoli a Otranto (dicembre)
    È una rassegna di arti, culture, ambiente, musica e spettacoli e si svolge nell`ambito dell`Otranto Festival.
    Festival del cinema Europeo
    La Notte della Taranta a Melpignano
    La Notte della Taranta
    Il Carpino Folk Festival
    Il Carpino Folk Festival
    Festival della Valle d`Itria
    Festival della Valle d`Itria
    I Dialoghi di Trani
    I Dialoghi di Trani
    Alba Dei Popoli - Otranto
    Alba Dei Popoli - Otranto
    Castel dei Mondi
    Castel Dei Mondi

    Premi

    Premio Barocco a Lecce
    Premio Barocco a Lecce (giugno)
    È un riconoscimento d’eccellenza a personaggi dello spettacolo, della cultura, dell’arte, della scienza e dello sport che si sono particolarmente distinti rendendo grande il nome dell’Italia nel mondo (fino al 2006 si è svolto a Gallipoli).
    Premio Rodolfo Valentino a Lecce (luglio)
    È un riconoscimento alla carriera dei protagonisti del cinema internazionale intitolato al celebre divo del cinema muto, nato a Castellaneta. La cerimonia di consegna del premio, istituito nel 1972, dal 2004 si svolge a Lecce come tra 1972 e 1980 (nel 1977 si è svolto a Bari).
    Premio Zeus a Ugento (settembre)
    È un riconoscimento pubblico a coloro che si distinguono nel campo dell’archeologia. Le sezioni del Premio sono:Giovani laureati in Archeologia in Italia ed all’estero; Premio alla carriera; Innovazione e Tecnologia; Restauro Archeologico; Investimenti in Ricerca e Missione all’estero.
    Premio Grinzane Terra d`Otranto a Otranto (novembre)
    È un riconoscimento internazionale sul tema del confronto interculturale. Presenta due sezioni: per un`opera letteraria che tratta il tema della tolleranza e dell`integrazione e per una particolare attività nel campo della solidarietà e del dialogo.
    Premio Barocco a Lecce

    Tradizione

    La Processione dei Misteri a Taranto
    La Fòcara a Novoli (16-18 gennaio)
    È il caratteristico falò della festa patronale di Sant`Antonio abate, un monumento di ingegneria agraria formato da decine di migliaia di fascine di tralci
    È il caratteristico falò della festa patronale di Sant`Antonio abate, un monumento di ingegneria agraria formato da decine di migliaia di fascine di tralci di vite, che supera l`altezza ed il diametro di venti metri, il quale viene acceso con un tripudio di fuochi pirotecnici la sera del 16 gennaio. Nei Giorni del Fuoco, inoltre si assiste a innumerevoli rassegne e gare di fuochi pirotecnici e si ammirano le esposizioni artistiche delle grandi luminarie. L`evento è stato oggetto di un documentario della National Geographic e di servizi della Nippon Press.
    rdignano, e Lizzano. È un`antica tradizione in cui, in onore di San Giuseppe si imbandiscono grandi tavolate con piatti tipici. Durante la visita alla taula si possono assaggiare lu cranu stumpatu e la massa culli ciciri o i "vermiceddhri" cioè il grano e la pasta con i ceci.
    Settimana Santa a Taranto (marzo o aprile)
    È una suggestiva e mistica serie di riti che, inoltre, vede i componenti le due principali Confraternite della Chiesa di Taranto gareggiare per aggiudicarsi le statue e le poste nelle processioni dell`Addolorata e dei Misteri.
    Palio di Taranto (maggio e luglio)
    È una manifestazione in costume che consiste in due regate con dieci barche a remi abbinate ai rispettivi rioni della città. Il trofeo viene assegnato solo dopo le due gare che si disputano l`8 maggio e la terza domenica di luglio.
    Festa del Soccorso a San Severo (maggio)
    È un evento barocco che ha il suo fulcro nelle due sontuose processioni con le statue dei santi patroni; i sacri cortei sono scanditi dalle batterie pirotecniche, incendiate nei rioni cittadini: le contrade, addobbate coi loro colori identificativi, si contendono il palio per la migliore batteria. Durante l`accensione dei fuochi, inoltre, si scatena la corsa dei fujenti, giovani che corrono a breve distanza dalle esplosioni.
    Palio di Oria (seconda settimana di agosto)
    È una manifestazione in costume, di ambientazione medievale, che si svolge in due giorni: sabato si tiene il corteo storico per le vie cittadine e domenica si disputano le gare tra le contrade della città, per l`assegnazione del Palio.
    Danza delle spade a Torrepaduli (15 e 16 agosto)
    È un ballo della Notte di San Rocco in cui, al ritmo incalzante dei tamburelli, coppie di uomini mimano un duello, danzando e "sfidandosi" con le braccia e le mani.
    Cavalcata dei Devoti a Ostuni (26 agosto) 
    È un antico rito dei festeggiamenti per il patrono Sant`Oronzo. La Cavalcata di sant`Oronzo è una sfilata di cavalli e cavalieri, bardati con gualdrappe e divise rosse ricche di ricami e lustrini. Di particolare interesse è anche lo svolgimento di due fiere in contemporanea, nei tre giorni di festa.
    Festa dei santi Medici a Bitonto (terza domenica di ottobre)
    È una suggestiva intorciata, in devozione ai due santi martiri, che percorre le strade e gran parte del centro storico della città. Ha origine nel XIII secolo quando i resti delle braccia dei Santi Cosma e Damiano giunsero a Bitonto. Nella festa si tiene anche una fiera molto frequentata.
    La Processione dei Misteri a Taranto
    Il palio di Oria
    Il palio di Oria
    Tavola di San Giuseppe a Cocumola
    Tavola di San Giuseppe a Cocumola
    Danza delle Spade
    Danza delle Spade
    La cavalcata dei devoti
    La cavalcata dei Devoti

    Folklore

    Carnevale di Putignano
    Carnevale di Putignano a Putignano
    È considerato uno dei più importanti ed antichi carnevali d`Italia e d`Europa. La maschera caratteristica della manifestazione è chiamata Farinella e deve il suo nome all`omonima pietanza putignanese. Il carnevale di Putignano è uno dei più lunghi per durata, avendo inizio il 26 dicembre con la cerimonia dello "scambio del cero". Dal 2006, ne viene disputata anche un`edizione estiva.
    Carnevale di Massafra a Massafra
    È considerato uno dei più importanti e festosi della Puglia. Questo perché, a differenza degli altri carnevali, la maggior parte del corso mascherato non è transennato, e cittadini e forestieri partecipano direttamente all`animazione e al divertimento, stimolati dalle coreografie e dalle scenografie dei carri e dei gruppi allegorici che sfilano lungo il corso principale del paese.
    Il Carnevale di Gallipoli
    è un evento che si ripete ogni anno nella città, le strade si riempiono di maschere e di coriandoli, carri allegorici e gruppi mascherati sfilano su Corso Roma diffondendo allegria e gioia alle migliaia di persone che attendono il loro passaggio ai bordi della strada. Una figura del carnevale di Gallipoli che riaffiora e rivive ogni anno è “Lu Tidoru“. Lu Tidoru era un soldato che per festeggiare il carnevale, torna nella sua amata città, e nel periodo del suo ritorno, era usanza abbondare con il cibo, perchè poi bisognava lasciare spazio al digiuno della quaresima, il tipo si abbuffa così tanto di polpette e di carne che rimane strozzato e muore. Questa scena rivive ancora oggi durante le sfilate dei gruppi mascherati, con il passaggio del carro funebre contenente la bara di “lu Tidoru”, circondato da persone che piangono ed urlano perchè disperate per la perdita del caro.

    Carnevale di Putignano

    Carnevale di Gallipoli
    Carnevale di Gallipoli

    Fiere 

    Ingresso monumentale della Fiera del Levante a Bari
    Fiera Pessima a Manduria (marzo)
    È una fiera campionaria generale che tratta della produzione agroalimentare, dell`artigianato, del commercio, del tempo libero e dei servizi.
    Fiera di San Leone a Bitonto (aprile)
    È una fiera tradizionale che ha origini molto antiche. Originatasi nell`XI secolo ebbe importanza notevole e fu citata da Giovanni Boccaccio. Dopo un lungo periodo di crisi, sta tornando a fiorire. Nata come fiera del bestiame, tratta oggi tutti i tipi di prodotti.
    Fiera Campionaria a Galatina (giugno)
    È una grande vetrina espositiva (58 edizioni) per il Commercio, l’Industria e l’Artigianato, finalizzata alla valorizzazione dei prodotti locali.
    Mercatino del Gusto a Maglie (luglio-agosto)
    È un percorso enogastronomico per le strade, le piazze, le corti e i giardini della città. La fiera gode anche della collaborazione di Slow Food, che porta al Mercatino I Presidi del Gusto di Puglia.
    Fiera del Levante a Bari (settembre)
    È una delle principali fiere d`Italia e di tutto il bacino del Mediterraneo, nata nel 1929 per iniziativa del comune, dell`amministrazione provinciale e della camera di commercio. La fiera campionaria, la più grande d`Europa, con oltre settecento mila visitatori e più di duemila espositori, in un`apposita area di circa 300 mila metri quadrati, è volta a favorire gli scambi tra Oriente e Occidente, di cui Bari costituisce, per tradizione millenaria, il più favorevole punto d`incontro.
     
    Fiera del Levante a Bari
    Fiera di San Leone
    Fiera di San Leone
    Mercatino del Gusto
    Mercatino del Gusto

    Sport

    Rally del Salento
    Rally del Salento sulle strade della provincia di Lecce (giugno)
    È una competizione automobilistica valevole per il Campionato Italiano Rally, per il Trofeo d´Italia Rally GT e per la Coppa Europa Rally.
     
    Rievocazione storica della Milano-Taranto a Taranto (luglio)
    È la rievocazione della celebre corsa motociclistica che si disputò dal 1937 al 1940 e dal 1950 al 1956, anno quest`ultimo in cui una legge dello Stato abolì le gare agonistiche su strada. Sul lungomare della città ionica è posto il simbolico traguardo per i partecipanti.
     
    Rally del Salento - Entroterra
    Rally del Salento Mare
    Rally del Salento - Costa

    Cartoline della Puglia

    Sta sognando un viaggio in Puglia? Qui di seguito potrà visionare alcuni degli scenari tipici che questa terra le offre.

    storia

    cartoline puglia storia e tradizioni

     

    natura

    cartoline puglia natura salento

     

    divertimento

    cartoline puglia divertimento

     

     

    tradizioni

    cartoline puglia tradizioni e cultura

     

     

    Avventura

    cartoline puglia avventura

    Cenni storici sulla cultura e la storia della Puglia

    Nelle numerose grotte naturali, dovute alla natura calcarea del territorio, sono stati rinvenuti utensili di selce. Un`importante scoperta archeologica riguarda alcune statue ossee rinvenute nella Grotta delle Veneri presso Parabita, le quali dimostrano l`esistenza già 20.000 anni fa di culti riguardanti la fertilità; quelle della Grotta delle Mura a Monopoli che dimostrano la presenza di abitanti già nel Musteriano (Paleolitico Medio); la Grotta Spognoli e la Grotta Paglicci presso Rignano Garganico nella quale sono stati ritrovati diversi reperti risalenti al Paleolitico Medio e Superiore. Probabilmente si trattava di ominidi appartenenti alla specie uomo di Neanderthal, mentre quella dell`homo Sapiens Sapiens si sarebbe diffusa nel Paleolitico superiore (Periodo risalente a circa 35.000 anni fa).

    Un`altra testimonianza notevole dei "primi pugliesi" è rappresentata da Delia, un`ominide donna vissuta 25.000 anni fa scoperta ad Ostuni la cui importanza sta nel fatto che essa conservava in grembo i resti di un feto in fase terminale, diventando quindi la più antica madre della storia.

    Numerosi nella regione i graffiti come quelli della Grotta Romanelli, presso Castro, e della Grotta dei Cervi, presso Porto Badisco. Recenti scavi effettuati a Roca Vecchia hanno inoltre evidenziato un imponente sistema di fortificazioni risalente all`età del bronzo (XV-XI secolo a.C.). Nella stessa area si trova un altro sito archeologico importante: la Grotta della Poesia, scoperta nel 1983; essa si sviluppa circolarmente su una superficie di 600 mq. e reca numerosissime iscrizioni votive, talvolta sovrapposte, di epoche e civiltà differenti, che risalgono al VIII-II secolo a.C.
    Altre importanti testimonianze ancestrali sono rappresentate da alcune costruzioni megalitiche, soprattutto nel Salento, come i dolmen, menhir e specchie, che nei secoli successivi furono adibite al culto del Cristianesimo.


    Prima dei Romani

    Ceramica Messapica, Centro documentazione messapica Oria

    La Japigia (l`antica Puglia), popolata in origine da genti sia illiriche che greche, comprendeva anticamente i territori della Daunia (la Puglia settentrionale) Peucezia (Puglia centrale) e la Messapia (antico Salento).

    I Dauni svilupparono una ricca cultura peculiare, non priva però di contatti con altre popolazioni vicine sia greche che indigene, seppur mantenne una sua precisa "indipendenza" culturale.

    Tra i reperti più significativi di questa civiltà spiccano senz`altro le famose steli daunie, blocchi lapidei scolpiti risalenti al VI secolo a.C., trovate nella piana sud di Siponto, presso Manfredonia, e oggi conservate nel Museo nazionale di quella città. Rappresentano figure umane maschili e femminili fortemente stilizzate ed erano infisse verticalmente nel terreno, in corrispondenza delle sepolture di coloro che raffiguravano. I principali centri dauni erano Tiati (presso San Paolo di Civitate), Casone (presso San Severo), Lucera, Merinum (Vieste), Monte Saraceno (presso Mattinata), Siponto, Coppa Nevigata, Cupola, Salapia (parzialmente in agro di Cerignola), Arpi (presso Foggia), Aecae (presso Troia), Vibinum (Bovino), Castelluccio dei Sauri, (Ordona), Ausculum (Ascoli Satriano), Ripalta (presso Cerignola), Canosa, Melfi, Lavello e Venosa.

    I Peuceti, abitavano il territorio che occupava la parte centrale dell`Apulia, corrispondente più o meno all`attuale provincia di Bari. In questo periodo però l`attuale copoluogo pugliese non era una città molto importante, a differenza delle fiorenti città di Canosa, Bitonto, Norba e Trani.

    La penisola salentina, dai greci anticamente chiamata Messapia (cioè "Terra fra due mari"), era abitata dai Messapi, popolazione di origine illirica o egeo-anatolica. Le città principali, oggi ricordate come dodecapoli messapica per assimilizione con la dodecapoli etrusca, erano in realtà almeno 13: Alytia (Alezio), Ozan (Ugento), Brention/Brentesion (Brindisi), Hyretum/Veretum (Vereto), Hodrum/Idruntum (Otranto), Kaìlia (Ceglie Messapica), Manduria, Mesania (Mesagne), Neriton (Nardò), Orra (Oria), Cavallino (non si hanno notizie certe del nome antico), Thuria Sallentina (Roca Vecchia) e, ai limiti settentrionali della penisola, l`importante città di Egnazia.

    Capitolo a parte per Taranto, importantissimo porto della Magna Grecia, la cui fondazione è datata tradizionalmente 706 a.C. in seguito al trasferimento di alcuni coloni Spartani in questa zona per necessità di espansione o per questioni commerciali.

    Le colonne doriche a Taranto

    Le colonne doriche a Taranto

    Taras aveva importanti mire espansionistiche lunga fu la rivalità fra le popolazioni messapiche e tarantine, narrata anche da Erodoto, quando raccontò dello sterminio degli eserciti di Tarentini e Reggini avvenuto nel 473 a.C. ad opera dell`alleanza stipulata tra Messapi e Lucani. Nel V secolo a.C. Taras si allineò alla politica di Sparta, e visse il periodo di maggiore floridezza durante il governo settennale di Archita, che segnò l`apice dello sviluppo ed il riconoscimento di una superiorità politica sulle altre colonie dell`Italia meridionale. Risale a quel periodo l`occupazione dell`isola su cui sorgerà la futura Gallipoli: i Tarantini ne fecero uno scalo commerciale. Dal 343 a.C. al 338 a.C. i Tarantini si scontrarono con i Messapi, rimediando una sconfitta che culminerà con la morte del Re spartano Archidamo III, accorso in aiuto della città magno-greca.


    Il periodo romano
     

    La Via Appia e la Via Appia Traiana

    I Romani, conquistarono la regione nel corso delle guerre contro i Sanniti e contro Pirro tra il IV e il III secolo a.C..

    Per tutte le città della Puglia si preparava la conquista dei Romani, conclusasi intorno al 260 a.C., i quali ben presto si accorsero della posizione strategica della regione che, con il porto di Brindisi, rappresentava la via per la conquista dei Balcani e della Grecia.

    La Via Appia e la Via Appia Traiana

    L`odierna provincia di Foggia era caratterizzata dalla presenza di paludi malariche e, a causa della sua natura impervia, restò esclusa dai grandi percorsi viari (via Appia, via Traiana e via Litoranea).

    Siponto e Vieste, invece, goderono di fortuna a causa dei loro porti, importanti avamposti sull`Adriatico per la Grecia. Il resto del Gargano fu sfiorato dall`apporto della romanità, che si mantenne discreta.

    Bari, una volta conquistata, godette della qualifica di "municipium cum suffagio", status che offriva la possibilità di legiferare e creare delle proprie istituzioni, pur dipendendo di fatto da Roma. Il capoluogo poté creare una zecca e realizzò un pantheon, dedicato alle sue divinità pagane.

    Nel III secolo a.C. Taranto, orgogliosa della sua origine greca, cercò di ostacolare le mire espansionistiche di Roma nell`Italia meridionale e strinse un’alleanza con Pirro, Re dell`Epiro e nipote di Alessandro Magno. Gli scontri tra Epirei e Romani cominciarono nel 280 a.C., e furono sempre durissimi e costosi in termini di vite umane.

    Con il ritiro epiriota determinato dalla sconfitta di Maleventum, i Tarantini chiamarono allora una flotta cartaginese a sostegno, affinché li aiutasse a liberarsi del presidio lasciato da Pirro. Per tutta risposta la città fu consegnata al console romano Lucio Papirio Cursore, e così Taranto cadde in potere dei Romani nel 272 a.C..

    La scalinata che segna la fine della Via Appia a Brindisi

    La scalinata che segna la fine della Via Appia a Brindisi

    Diventato presidio romano, la città fu citata da numerosi autori classici come luogo di divertimento della gioventù romana.

    Brindisi, intorno al 240 a.C., venne elevata al rango di municipio e ai brindisini fu riconosciuta la prestigiosa cittadinanza romana. La città adriatica divenne un porto trafficatissimo e caposcalo per l`Oriente e la Grecia, infatti molti romani illustri transitarono da Brindisi, diretti in Grecia. Cicerone scrisse le "Lettere Brindisine"[2] e Marco Pacuvio realizzò alcune sue tragedie; a Brindisi morì Virgilio, mentre tornava da un viaggio in Grecia.

    via Appia

    Con la conquista romana, avvenuta tra il 269 a.C. e il 267 a.C., Lecce latinizzò il suo nome in Lupiae, passando da statio militum (stazione militare) a municipium (comunità cittadina affiliata a Roma).

    La città conobbe un periodo di notevole magnificenza sotto la guida dell’Imperatore Marco Aurelio. Il nucleo cittadino si spostò poi di circa 3 km a nord-est e prese il nome di Licea o Litium.

    La nuova città fiorì in epoca adrianea e venne arricchita di un teatro e di un anfiteatro e collegata al Porto Adriano (oggi San Cataldo).

    Particolare della Via Appia

    La Puglia si latinizzò a tal punto da contribuire alla nascita della letteratura latina con figure di spicco quali Livio Andronico, Quinto Ennio e Marco Pacuvio.

    Il dominio romano favorì la realizzazione di importanti infrastrutture e opere pubbliche. Fu costruita la via Appia che, passando da Taranto e Oria terminava di fronte al porto di Brindisi: la fine della Regina Viarum è segnata ancora oggi da due imponenti colonne. Da Brindisi partiva anche la via Traiana, la quale passava da Egnazia (città che segnava il confine del territorio messapico e l`inizio di quello peuceta), Bitonto, Ruvo e Canosa, per poi ricollegarsi alla via Appia nei pressi di Benevento.

    A dimostrazione delle differenze presenti attualmente tra la Puglia del nord e la Puglia del sud, i Romani distinsero nella Regio II Apulia et Calabria sia l`Apulia sia la Calabria (l`attuale Salento), cioè due realtà contingue e simili ma con delle opportune differenze politico-culturali. L`Apulia era l`area abitata dalle popolazioni dei Peucezi e dei Dauni, mentre la Calabria era l`area costituita dalla Messapia e da Taranto.


    Con la caduta dell`Impero Romano d`Occidente, Taranto si avviò dopo tanto splendore verso un periodo di decadenza lungo ed inesorabile, a causa anche dello sviluppo progressivo del porto concorrenziale di Brindisi.

    La popolazione assistette più volte all`avvicendarsi dei Bizantini, dei Goti e dei Longobardi: Belisario la occupò e la ripopolò, ma Totila con

    L`Impero Bizantino sotto Basilio II di Bisanzio nel 1025

    i suoi Goti la conquistò, creandovi un forte presidio. Il generale bizantino Narsete, successore di Belisario, sconfisse Totila e la rifece bizantina. Poi, nel 568 calarono i Longobardi di Alboino e la conquistarono.

    Il Salento fu particolarmente colpito durante la guerra bizantino-gotica (535 - 553), voluta dall`Imperatore d`Oriente Giustiniano per riconquistare le terre occidentali un tempo appartenute a Roma, ma anche qui ben presto si affermò la dominazione bizantina. Nella primavera del 663 il Basileus Costante II Eraclio sbarcò a Taranto con una flotta, e strappò ai Longobardi la città, le Murge, il Salento e il Gargano. Tornato l`Imperatore a Costantinopoli, i Longobardi ripresero la lotta, prima col duca Grimoaldo, e poi con il di lui figlio Garibaldo, che nel 686 riconquistò Taranto e Brindisi. Intanto i Longobardi, sebbene ad oggi non si conoscano i modi e i tempi, conquistarono la Puglia e il Bruttium settentrionali con incursioni anche più a sud. Brindisi era stata distrutta nel 674 dai Longobardi di Benevento guidati da Romualdo, e nel IX secolo fu sede, nel sito di Torre Guaceto, di un campo trincerato saraceno. Ripresa dai Bizantini, ne restò in possesso sino alla conquista normanna nel 1070.

    Martiri di Otranto

    Nella prima metà del VII secolo, i Longobardi erano giunti poco più a sud dell`Ofanto. L`ulteriore avanzata fino alla soglia messapica sarebbe avvenuta successivamente con Romualdo I. La penisola salentina divenne una terra di confine fra Longobardi e Bizantini. Questi ultimi, intorno al VII secolo, fondarono il Ducato di Calabria, aggregando la regione del Bruzio (l`attuale Calabria) alle terre che già possedevano nel Salento. Fu in questa occasione che il nome Calabria finì per designare l`odierna regione calabrese, mentre il Salento venne progressivamente conquistato dai Longobardi che finirono per prendere anche la capitale del ducato, Otranto.
    Nel 757, nel periodo in cui Longobardi e Bizantini stipularono la pace e si spartirono il territorio, la città idruntina venne restituita all`Impero insieme alla parte meridionale del Salento, ma ormai la trasmigrazione del nome Calabria era compiuta. Attorno all`anno 700 iniziarono le scorrerie dei Berberi, che dureranno fino all`anno 1000. L`inizio del IX secolo fu caratterizzato invece dalle lotte interne che indebolirono il potere longobardo.

    Quadro dei Beati martiri di Otranto

    Bari fu conquistata nell`870 dai Bizantini e divenne il maggior centro politico, militare e commerciale dell`Impero Romano d`Oriente, in Italia. Nel frattempo i musulmani riuscirono ad assumere il controllo di Taranto, istituendovi un emirato che fu attivo per un quarantennio. Nell`871, e successivamente nell`875, Taranto accolse le truppe musulmane destinate al saccheggio della Campania e della Puglia. Nell`880 l`Imperatore Basilio I il Macedone, deciso a sottrarre ai Saraceni le terre pugliesi, inviò due eserciti guidati dai generali Procopio e Leone Apostyppes ed una flotta navale al comando dell`ammiraglio Nasar: bloccata la via del mare dalla flotta bizantina, i musulmani, al comando di ‘Othman, vennero sconfitti, e così Taranto fu sottratta al loro dominio. Tra i primi atti del governo bizantino del generale Apostyppes vi fu la riduzione in schiavitù degli abitanti di origine latino-longobarda, ormai convertiti ai costumi islamici, e l`accoglienza di coloni bizantini per ripopolare la città. Dal 922 la città ionica continuò a subire le incursioni saracene: il 15 agosto 927, i Musulmani guidati dallo schiavone Sabir, la distrussero definitivamente, infierendo contro i cittadini e massacrandoli senza pietà, deportando come schiavi in Africa tutti i superstiti. Pochi scamparono alla morte cercando rifugio nelle Murge.

    Nel 967, dopo quarant`anni, l`Imperatore bizantino Niceforo II Foca, giustamente considerato il secondo fondatore di Taranto, cedendo alle reiterate pressioni dei superstiti, s`interessò alla città decidendo di ricostruirla, facendo così nascere l`odierno Borgo Antico. I pescatori che erano emigrati, cominciarono a rientrare fiduciosi ed a popolare la zona spianata sul Mar Piccolo. L`impero bizantino, favorì l`immigrazione di bizantini, in particolare nel sud del Salento, per ripopolare una zona considerata strategica. Le tracce di quell`antica migrazione sopravvivono tutt`oggi nell`isola linguistica della Grecìa salentina, dove si parla una lingua direttamente imparentata al greco.

    ex convento agostiniani grecia salentina

    Ex convento agostiniani Grecia Salentina

    Nel 975 il catapano bizantino Zaccaria sconfisse presso Bitonto i Saraceni e uccise il loro capo, Ismaele. Nel 1010 ci fu la rivolta di Melo di Bari a cui parteciparono le città Bari, Bitonto, Bitetto. Bari dall`anno 1000 subì i tremendi assalti dei Saraceni: il più grave di questi avvenne nell`anno 1002, un lungo assedio da cui Bari venne liberata grazie all`intervento della flotta veneziana, guidata dal doge Pietro II Orseolo. Il dominio bizantino cessò nel 1071, anno in cui prese il potere Roberto il Guiscardo dando inizio alla dominazione normanna. Conquistata dai Normanni con Roberto il Guiscardo, Taranto si accinse a diventare nel 1088 la capitale di uno dei più vasti e più potenti domini feudali del Regno di Sicilia: il Principato di Taranto. Sempre in seguito alla conquista normanna, furono fondati intorno al 1055 la Contea di Lecce, che diede i natali al re normanno Tancredi d`Altavilla. I Normanni attuarono numerose riforme politiche, organizzando un efficace stato feudale, e si occuparono della fortificazione del territorio attraverso la costruzione di motte, ossia di terrapieni aventi sulla sommità una torre di avvistamento e difesa. Nel territorio di Nardò sono ancora oggi presenti i resti della cosiddetta motta di Specchia Torricella.

    Foggia nacque dopo l`anno 1000, in seguito alla conquista normanna, ma soltanto tra l`XI ed il XII secolo l`ambiente acquitrinoso del foggiano sarà bonificato. Roberto il Guiscardo fece in modo che il capoluogo dauno conoscesse un notevole impulso economico e sociale, sviluppatosi ulteriormente durante il regno di Guglielmo il Buono. Il 9 maggio 1087, arrivarono a Bari le reliquie di San Nicola, vescovo di Myra, trafugate da marinai baresi. Papa Urbano II, nel 1089, raggiunse la città per consacrare la cripta della basilica e per deporre le reliquie del santo. Incominciò così l`afflusso di pellegrini da ogni parte del mondo. Nello stesso anno, cominciò la costruzione della Basilica di San Nicola che verrà portata a termine nel 1197. Il dominio normanno su Bari fu in seguito funestato da ribellioni e da lotte che raggiunsero il culmine nel 1156, quando Guglielmo I, detto il Malo, assalì e rase al suolo la città, salvando solamente la basilica di San Nicola.

    Con l`estinzione della famiglia regnante normanna e il successivo avvento degli Svevi, la Puglia conobbe un`importante ristrutturazione delle fortificazioni, di cui castel del Monte costituisce un esempio. Bari fu ricostruita e trascorse sotto Federico II uno dei periodi più splendidi della sua storia. L`avvento di Federico II fu fondamentale anche per lo sviluppo di Foggia. Sin dalle prime Crociate, la Puglia ed in particolare il porto di Brindisi, divenne il luogo principale di imbarco verso l`Oriente per i numerosi cavalieri e pellegrini diretti in Terra Santa.


    Dagli Svevi all`Unità d`Italia
     

    Con l`arrivo degli Svevi, l`Imperatore Federico II nominò Principe di Taranto suo figlio Manfredi. Nel 1266 Manfredi venne sconfitto nel corso della Battaglia di Benevento da Carlo I d`Angiò, e la città fu affidata al Principe Filippo I d`Angiò. Intorno al 1380, Raimondo Orsini Del Balzo ritornò dall’Oriente ed occupò alcune terre appartenenti al padre Nicola Orsini. Alleandosi con Luigi I d`Angiò, riuscì ad ottenere i beni che gli spettavano per eredità, e sempre su consiglio dell’angioino, sposò nel 1384 la Contessa di Lecce Maria d`Enghien.

    Con questo matrimonio, diventò uno dei più potenti feudatari del Mezzogiorno.

    Immagine ottocentesca del porto di Bari.

    Immagine ottocentesca del porto di Bari.

    Mappa del XIX secolo del Regno delle Due Sicilie

    Nel frattempo gli Angioini erano stati definitivamente sconfitti nel 1399. Dopo la morte di Raimondello nel 1406, suo figlio Giovanni Antonio Orsini Del Balzo diviene Principe di Taranto nel 1414. Nel 1465 il Principato di Taranto viene annesso al Regno di Napoli, entrando così a far parte del regno aragonese.

    L`evento centrale nella storia della Puglia settentrionale è invece legato alla transumanza.

    Per meglio controllarla e ricavarne delle rendite, nel 1447 gli Aragonesi sfruttarono la collocazione geografica di Foggia imponendo, mediante la dogana delle pecore istituita nella città, il pagamento di una tassa a tutti i pastori che recavano le proprie greggi nel Tavoliere.

    Mappa del XIX secolo del Regno delle Due Sicilie

    Nel Cinquecento la città fu attiva nella guerra franco-spagnola: schieratasi con gli spagnoli, subì nel marzo 1528 un duro saccheggio francese che ridusse la popolazione a un migliaio di cittadini. Sulla scia dei moti innescati da Masaniello a Napoli, Foggia tra il 1647 e il 1648 vide la nascita di numerose sollevazioni popolari che ben presto presero la connotazione di una vera e propria guerra civile.

    A partire dal XV secolo ebbero particolare fortuna le attività commerciali: la Puglia ospitava influenti comunità di mercanti Veneziani, Genovesi, Ragusei, ecc.
    Nel 1480, durante la dominazione Aragonese, Otranto fu assediata e invasa dai Turchi guidati da Ahmet Pascià, che provocò l`eccidio di 800 persone che rifiutarono la conversione all`Islam.
    Fu questo l`episodio più eclatante di una lunga serie di assalti turchi e corsari, che si fecero particolarmente intensi nel XVI secolo.
    Possedimenti di Carlo V
    Possedimenti di Carlo V

    Nello stesso periodo si diede il via alla costruzione di moltissime strutture religiose. Iniziò così una fiorente attività artistica fra XVI e XVIII secolo, che fece di Lecce uno dei centri più significativi del barocco.

    Agli inizi del XVII secolo, la situazione economica di Taranto si aggravò inesorabilmente: la città ionica non costituì più una base militare importante, e le stagnanti attività della pesca e della mitilicoltura, nonché l`attività agricola nelle mani della nobiltà e del clero, determinarono una grave crisi economica che culminò nell`insurrezione popolare del 1647. In concomitanza con i moti di Napoli, il Re Filippo IV pretese l`arruolamento dei giovani di circa 18 anni. Scoppiò allora anche a Taranto una rivolta popolare guidata da Giandonato Altamura, sedata grazie all’intervento del Duca Francesco II Caracciolo di Martina Franca. Dalla seconda metà del secolo, la Spagna cominciò ad interessarsi maggiormente alle sue colonie dell`America centro-meridionale dalle quali ricavava oro e argento, tralasciando invece quelle del Mediterraneo. Una tremenda epidemia di peste funestò il Regno di Napoli nel 1656.

    Nel 1734 la Puglia, con la famosa battaglia di Bitonto passò, insieme al resto del Regno di Napoli dagli Asburgo ai Borboni. Con la dominazione borbonica durante il XVIII secolo, si ebbe un periodo di crescita economica attraverso la costruzione di nuove strade e lo sviluppo dei porti. Ma il rilancio dell`economia avvenne principalmente durante il periodo napoleonico (1806-1815) grazie ad importanti provvedimenti come l`abolizione del feudalesimo, la ristrutturazione dei latifondi e una più adeguata distribuzione delle terre pubbliche. Nel XVIII secolo, la Puglia partecipò attivamente alla rivoluzione napoletana. Dopo l`occupazione militare del cardinale Ruffo, le riforme del decennio francese migliorarono le condizioni di vita in Puglia. Con la Restaurazione e il ritorno dei Borboni, i quali stabilirono che il Tavoliere doveva ridiventare incolto, prese piede il fenomeno del brigantaggio e in questo periodo anche la Puglia fu interessata dal diffondersi delle idee risorgimentali che si tradussero nella costituzione di diverse società segrete come la Carboneria. Quando nel 1860 il re Francesco II delle Due Sicilie cadde sotto l`impeto garibaldino, la Puglia fu annesso al regno d`Italia.


    Il Novecento
     

    Con il Governo di Giovanni Giolitti fu realizzato il mastodontico Acquedotto Pugliese, il più grande acquedotto d`Europa, che permise all`intera Puglia di rimediare allo storico problema della penuria di acqua. I lavori iniziarono nel 1906, dopo che alcuni deputati pugliesi ebbero ottenuto la creazione di una commissione di studio, cui seguirono il finanziamento e l`affidamento dei lavori in concessione, mediante una gara internazionale. La realizzazione dell`opera fu possibile grazie all`utilizzo di ingenti mezzi finanziari (125 milioni di lire dell`epoca) e di materiali, nonostante non mancasse chi pronosticasse l`irrealizzabilità della stessa. Venne inaugurata nel 1914, ma fu effettivamente completato solo nel 1939.

    Un tratto dell`Acquedotto Pugliese che attaversa una lama dell`Alta Murgia in Agro di Ruvo di Puglia

    Durante la Grande Guerra Brindisi contribuì in modo significativo all`evolversi degli eventi bellici, grazie all`ampiezza ed alla sicurezza del suo porto.

    Le industrie meccaniche presenti sul territorio, insieme all`Arsenale Militare Marittimo di Taranto lavorarono a ritmi frenetici.

    Con l’avvento del fascismo, furono istituite le due nuove province, la provincia di Taranto con decreto del 2 settembre 1923 n.1911, e quella di Brindisi con la legge 22 dicembre 1927.

    Un tratto dell`Acquedotto Pugliese.
    Sempre durante il ventennio, nonostante il rovinoso epilogo del regime, in Puglia furono realizzati insediamenti rurali per migliorare la resa della terra, furono costruite scuole, formati gli insegnanti, realizzati alcuni palazzi istituzionali ed altre importanti infrastrutture. Risale a questo periodo la costruzione del porto di Bari, la realizzazione della Fiera del Levante e furono intensificati e sostenuti traffici commerciali.

    Nel corso della seconda guerra mondiale, il porto di Taranto fu teatro della tristemente nota "notte di Taranto". Dopo la destituzione di Mussolini e l`armistizio, la famiglia reale e il governo Badoglio si trasferirono a Brindisi, che quindi divenne capitale del Regno d`Italia a partire dal 10 settembre 1943 fino all`11 febbraio 1944 (data in cui la capitale provvisoria fu trasferita a Salerno).

    Le drammatiche condizioni economiche del secondo dopoguerra provocarono sia una ripresa delle lotte del movimento contadino, sia una massiccia emigrazione verso le città industriali del Nord Italia.

    Immagine che ritrae la Notte di Taranto

    Immagine che ritrae la Notte di Taranto.

    Nei primi anni sessanta la regione si dotò di importanti impianti industriali. A Bari A Brindisi fu realizzata una grande industria petrolchimica che andava ad aggiungersi alle imprese meccaniche e aeronavali, garantendo opportunità di lavoro a tecnici e operai provenienti dal territorio e dalle province e regioni limitrofe. A Taranto nel 1965 venne inaugurato il "IV Centro Siderurgico Italsider", uno dei maggiori complessi industriali per la lavorazione dell`acciaio in Europa.

    Il 31 ottobre 2002 e il 1° novembre 2002 due scosse sismiche dell`ottavo grado della scala Mercalli scuotono i Monti della Daunia, nel nord della regione, e i vicini monti Frentani in Molise con ingenti danni e 28 vittime. I comuni pugliesi più colpiti sono stati Carlantino e Casalnuovo Monterotaro.

    Attualmente la Puglia mantiene un ruolo molto importante nell`agricoltura italiana, con il grande Tavoliere delle Puglie. Importante è anche l`approccio commerciale e industriale, soprattutto nella zona di Bari, Taranto e Brindisi, ma conosce un processo di terziarizzazione dell`economia. L`economia sembra puntare molto anche sulle peculiarità del territorio in funzione del turismo, grazie anche al rinnovato interesse per le caratteristiche culturali ed enogastronomiche insieme alle bellezze paesaggistiche e balneari.

    Luoghi di interesse naturalistico

     

    Il Gargano

      Il mare del Gargano

    È un imponente promontorio situato in provincia di Foggia; corrisponde sostanzialmente a un massiccio montuoso chiamato lo "sperone d`Italia" che si protende per 70 km nel mare Adriatico, e che dà origine al Golfo di Manfredonia.

    A est si spinge sino alla cosiddetta Testa del Gargano, mentre a ovest si salda con il Tavoliere delle Puglie, coprendo una superficie complessiva di circa 2000 kmq. Nel suo territorio è ricompreso il Parco Nazionale del Gargano.

    il mare del Gargano
      L`area più interna della regione, ricoperta da fitte foreste tra cui la Foresta Umbra, è poco popolata; gli abitanti tendono a raccogliersi nei centri costieri o ai piedi dei monti, anche per via dello sviluppo acquisito in epoca recente dal turismo balneare, che si è aggiunto alla tradizionale attività peschereccia e soprattutto agricola. Una strada panoramica si sviluppa lungo quasi tutto il perimetro del Gargano, toccando molti dei centri principali, come San Nicandro Garganico, Carpino, Rodi Garganico, Peschici, Vieste, Mattinata e Manfredonia.

     

     

    Le isole Tremiti (dette anche Diomedee) 

      Le isole Tremiti

    Sono un arcipelago dell`Adriatico, sito a 12 miglia nautiche a nord del promontorio del Gargano (lago di Lesina) e a 24 ad est della costa molisana (Termoli).
    Anche essendo il più piccolo e il secondo meno popoloso (con meno abitanti vi è solo Celle di San Vito) comune della Puglia è uno dei centri turistici più importanti dell`intera regione.

    Per la qualità delle sue acque di balneazione è stato più volte insignito della Bandiera Blu, prestigioso riconoscimento della Foundation for Environmental Education.

    Le isole Tremiti

     

     

    Il Salento 

      Le due sorelle - Otranto

    L`agro salentino è quasi ovunque coltivato, e la vegetazione arborea è per lo più costituita da distese di ulivi secolari, dai tronchi contorti e di grandi dimensioni.

    La proprietà terriera è generalmente suddivisa in piccoli appezzamenti, separati dai tipici muretti a secco.

    La pietra è da sempre utilizzata anche per realizzare diverse costruzioni a secco, utilizzate dai contadini per riposare o per riporvi gli attrezzi da lavoro. Tali costruzioni (definite a seconda delle zone furnieḍḍi, pajare, ecc.) sono più simili ai nuraghi sardi che ai trulli pugliesi.

    Le coste sono ampie e sabbiose soprattutto sul Mar Ionio, le cui acque sono caratterizzate a questa latitudine da una trasparenza e da cromatismi rari; spettacolari sono le scogliere a picco sul mare, soprattutto sul Mare Adriatico.

    Le isole Tremiti
     

    Tra le spiagge più note ci sono quelle sabbiose di Porto Cesareo di Gallipoli, di Santa Maria di Leuca, di Otranto e di Ostuni, e per quanto riguarda le spiagge rocciose, tra le più notevoli meritano citazione Castro, Santa Cesarea Terme e Porto Badisco.

    Numerose sono le masserie fortificate risalenti per lo più al XVI, XVII e XVIII secolo. I paesi, in genere poco popolosi, hanno un aspetto orientaleggiante e sono caratterizzati dal bianco intenso delle costruzioni che li rende abbacinanti nelle giornate di sole.

    Spiaggia della Riva di Ugento
      Spiaggia della Riva di Ugento

     

     

    Le Grotte di Castellana 

      Grotte di Castellana

    Fino al 1938 l’unico ingresso di queste grotte era un abisso impressionante (“La Grave”) che sprofondava nell’oscurità assoluta di un vuoto immenso.

    Tutto attorno, per un raggio di alcune centinaia di metri, solo estesi uliveti. Oggi intorno a quel foro è sorto un intero villaggio con gli uffici direzionali, la torre degli ascensori, decine di negozi, ed ancora bar, ristoranti, alberghi. Tutto in funzione dell’enorme attrattiva costituita dalle Grotte.

    Un passaggio artificiale percorso da una gradinata immette nella Grave, immensa voragine a cielo aperto (m. 90x60x70), dalla quale si erge un gruppo di grandi stalagmiti, illuminate da un fascio di luce proveniente dal lucernario naturale.

    Le Grotte di Castellana    

    Segue un secondo ambiente che ospita al centro gruppi monumentali di stalagmiti. Si procede quindi attraverso fantastici paesaggi sotterranei ricchi di concrezioni di ogni genere.

    Tra queste merita una segnalazione “L’Altare”, caratterizzato da bizzarre stalagmiti del diametro di pochi centimetri che con un miracolo di equilibrio raggiungono l’altezza di alcuni metri.

    La Grotta Bianca
      La Grotta Bianca
      Dopo il Corridoio del Deserto, lungo circa mezzo chilometro, ed una serie di ampie caverne ornate da un’incredibile profusione di forme e di colori si entra nella Grotta Bianca, impareggiabile scrigno d’alabastro, dove si resta stupefatti di fronte alla purezza delle stalattiti, delle colonne e delle stalagmiti. 

     

    Luoghi di interesse archeologico 

     

    Gli scavi messapici tra le province di Brindisi e Lecce 

      Dolmen Placa

    La regione è ricca di siti e testimonianze delle antiche popolazioni che la abitavano in passato.

    Tra i reperti preistorici sono degni di nota le specchie (antichi monumenti megalitici realizzati mediante utilizzo a secco di grossi blocchi in pietra), i dolmen (tombe megalitiche preistoriche a camera singola), i menhir (megaliti monolitici eretti solitamente in età della pietra).

     

    Dolmen Placa
     

    Degna di nota l`area della necropoli messapica presso Manduria che presenta interessanti resti messapici riguardanti tombe di varie epoche, un fossato, una duplice cinta muraria e resti di alcune vie dell`antica città. Un`altra area archeologica messapica è quella di Roca, dove è stata riportata alla luce l`antica città fortificata di Roca Vecchia sorta su un precedente sito preistorico. Sulle pareti della grotta marina della Poesia sono state ritrovate iscrizioni in lingua messapica e latina, oltre a graffiti preistorici.

     

     

    Le zone archeologiche di Casale di Apigliano

      È un antico villaggio medievale della Terra d`Otranto (odierno Salento), abbandonato tra il XIV e il XVI secolo per circostanze ancora da precisare. Oggi è un sito archeologico unico nel suo genere. L`antico casale di Apigliano si trovava vicino al nucleo urbano di Zollino, ai limiti del territorio comunale; come risulta dal catasto onciario del 1746 ma dal IX secolo in poi è passato al comune di Martano.
    Dolmen Placa

    Le prime notizie documentate, riportanti la situazione fiscale della località, risalgono al XIII secolo d.C.. Tuttavia i primi villaggi relativamente stabili nel Salento, attraverso ricerche condotte dall`Università del Salento sono da riferire al VIII secolo.

    Attualmente del casale rimane solo la chiesetta sconsacrata intitolata a Santa Maria, ma conosciuta dagli abitanti del posto come Chiesa di San Lorenzo.

    Dolmen Placa  
     

    Gli elementi venuti alla luce nelle zone archeologiche sono in grado di fornire informazioni circa il periodo bizantino e il periodo angioino. Con riferimento al primo, sono stati rinvenuti resti di alcune abitazioni rurali costruite con la tecnica del muro a secco, che evidenziano la presenza di un insediamento abbastanza esteso. Più ricchi sono invece i ritrovamenti riferibili al periodo angioino, come i resti di una cappella che si ritiene rappresenti la chiesa di San Giorgio.

     

     

    Gli ori di Taranto dell`età ellenistica 

      Custoditi nella sezione dedicata all`arte orafa in età ellenistica del Museo nazionale archeologico di Taranto, gli ori di Taranto costituiscono la più importante testimonianza di come la lavorazione dei metalli preziosi, e in particolare dell`oro, fosse una delle attività più sviluppate nella città magno-greca tra il IV ed il I secolo a.C..
    Orecchino in oro, fine IV secolo a.C.

    Le principali tecniche di lavorazione erano quelle di martellatura, cesello, filigrana e granulazione.

    Fra i numerosi pezzi in esposizione nella "Sala degli ori", si segnalano i gioielli appartenuti ai corredi funerari, tra i quali si notano:

    • "Diadema in oro e pietre dure" con decorazione a motivi floreali;
    • "Orecchino a navicella" con lavorazione in filigrana;
    • "Orecchini a testa di leone";
    • "Schiaccianoci";
    • "Teca in argento" a forma di conchiglia.
    Orecchino in oro, fine IV secolo a.C.  
     

    Gli elementi venuti alla luce nelle zone archeologiche sono in grado di fornire informazioni circa il periodo bizantino e il periodo angioino. Con riferimento al primo, sono stati rinvenuti resti di alcune abitazioni rurali costruite con la tecnica del muro a secco, che evidenziano la presenza di un insediamento abbastanza esteso. Più ricchi sono invece i ritrovamenti riferibili al periodo angioino, come i resti di una cappella che si ritiene rappresenti la chiesa di San Giorgio.

     

     

    Il tesoro della basilica del Santo Sepolcro di Barletta 

     

    Il Tesoro della Basilica del Santo Sepolcro di Barletta comprende alcune oreficerie sacre, in parte provenienti dalla Palestina:

    Basilica del Santo Sepolcro in Barletta
    • Croce Patriarcale binata, contenete la reliquia della Santa Croce, portata a Barletta nel 1291 dal Patriarca di Gerusalemme Randulphus;
    • Tabernacolo a forma di cubo con il Cristo in Maestà in mandorla con i simboli dei quattro Evangelisti e due angeli, in rame e smalti champlevé, databile ai primi decenni del XIII secolo e non oltre il 1240;
    • Colomba eucaristica in rame dorato lavorato ad incisione e a sbalzo databile tra la fine del 1100 e non oltre il 1240. La colomba ha subito dei rifacimenti e delle integrazioni nel corso del 1200, forse ascrivibili ad una maestranza musulmana, e ha alla base della coda la data 1184, iscrizione che però è risultata, ad un`analisi paleografica, risalente al XVII o al XVIII secolo, forse per tramandare la data originaria, scomparsa nei restauri successivi;
    • Ostensorio in forma gotica del XII secolo
    Basilica del Santo Sepolcro in Barletta
     

    Tutti questi oggetti sono di arte francese, e la tradizione li vuole provenienti da Tolemaide.

     
     

    Gli scavi archeologici e il Museo Nazionale di Egnazia 

     

    Egnazia è un`antica città (di cui oggi rimangono solo rovine), nei pressi dell`odierna Fasano, in Provincia di Brindisi. Centro dei messapi o dei peucezi, fu sede di manifatture di ceramiche del IV e III secolo a.C..

    egnazia

    Sullo sfondo, le mura dell`acropoli]]In lingua messapica era chiamata Gnathia, mentre dai Romani fu chiamata Egnatia o Gnatia. Si trova ai confini tra la Peucezia (a nord) e la Messapia (a sud), lungo la cosiddetta soglia messapica. Citata da Plinio, Strabone ed Orazio, che in un suo viaggio da Roma a Brindisi, scrisse di essa. Ora in provincia di Brindisi (vicino al confine con quella di Bari) e pochi chilometri più a nord di Savelletri di Fasano, il centro d`Egnazia è uno dei più interessanti siti archeologici della Puglia.

    Il sito archeologico di Egnazia, inserito in un felice contesto naturalistico-ambientale, è uno dei più interessanti della Puglia. Citata da autori come Plinio, Strabone, Orazio, la città ebbe grande importanza nel mondo antico per la sua posizione geografica; grazie alla presenza del porto e della Via Traiana, infatti, essa fu attivo centro di traffici e commerci.

    Scavi di Egnazia
      La storia dell`antica Gnathia si è snodata nell`arco di molti secoli. Il primo insediamento, costituito da un villaggio di capanne, sorse nel XV sec. a.C. (età del bronzo) e il sito fu sicuramente frequentato nel XIII sec. a.C., in epoca postmicenea, come attestano i fori di palificazione (ancora in età del bronzo). Nell`XI sec. a.C. (età del ferro) si registra l`invasione di popolazioni provenienti dall`area balcanica, gli Iapigi, mentre con l`VIII sec. a.C. inizia la fase messapica che per Egnazia, come per tutto il Salento, cesserà con l`occupazione romana avvenuta a partire dal III sec. a.C.. La città entrerà quindi a far parte prima della repubblica (come civitas foederata probabilmente dopo il 267 - 266 a.C. e come municipium dopo la guerra sociale) e poi dell`Impero romano e decadrà insieme ad esso. Della fase messapica di Egnazia restano le poderose mura di difesa e le necropoli, ove oltre a tombe a fossa e a semicamera, sono presenti monumentali tombe a camera decorate con raffinati affreschi.

     


    Monumenti dichiarati patrimonio dell`umanita` dall`UNESCO 

     

    I trulli di Alberobello 

     

    I trulli sono antiche costruzioni coniche in pietra "a secco", di origini protostoriche, presenti in tutta la Valle d`Itria; tuttavia, nonostante nelle zone di sviluppo dei trulli si rinvengano reperti archeologici di epoca preistorica, o fondazioni di capanne in pietra risalenti all`età del bronzo, non esistono trulli particolarmente antichi: questo sarebbe giustificato dal fatto secondo cui piuttosto che provvedere alla riparazione dello stesso in caso di dissesto, si preferiva abbatterlo e ricostruirlo per motivi economici, riutilizzandone il materiale.

    Il trullo era una tipica costruzione contadina, dove il cozzaro, ovvero colui che coltivava la terra del padrone, poteva avere un giaciglio dove dormire e tenere gli attrezzi del campo.

    I bambini usavano dormire in alcove scavate come nicchie direttamente nel muro e divise dall`ambiente principale tramite tende.

    Alcune travi di legno, tuttora visibili nei trulli attuali, non avevano funzione strutturale ma servivano piuttosto per appendere le vivande e le provviste, tenendole sollevate da terra (non di rado il pavimento, in terra battuta, era condiviso da persone e animali domestici).

     

    Trulli di Alberobello
      Si pensa che anticamente i Trulli venissero utilizzati per evadere il pagamento delle tasse sulle case. Ci sono varie teorie in proposito. Una di queste afferma che i Trulli venivano usati per comunicare mediante segnali di fumo l`arrivo di eventuali controlli; in quel caso venivano letteralmente scoperchiati, in attesa di essere ricostruiti una volta passato il pericolo. Una diceria popolare vuole che nell`approssimarsi della venuta del padrone che chiedeva il pagamento del dazio per la residenza nel terreno, ai cozzari bastasse tirare via una sola pietra per far crollare tutta la costruzione, facendo apparire il tutto come un semplice cumulo di pietre.

     

     

    Castel del Monte 

     

    La nascita di Castel del Monte si colloca ufficialmente il 29 gennaio 1240, quando Federico II di Svevia ordina affichè vengano predisposti i materiali e tutto il necessario per la costruzione di un castello presso la chiesa di Sancta Maria de Monte (oggi scomparsa).

    Castel del Monte

    Questa data, tuttavia, non è accettata da tutti gli studiosi: secondo alcuni, infatti, la costruzione del castello in quella data era già giunta alle coperture. Incerta è anche l`attribuzione ad un preciso architetto: alcuni riconducono l`opera a Riccardo da Lentini ma molti sostengono che ad ideare la costruzione fu lo stesso Federico II.

    Pare fu costruito sulle rovine di una precedente fortezza prima longobarda e poi normanna. Probabilmente alla morte di Federico II (avvenuta nel 1250) l`edificio non era ancora terminato. L`edificio ha pianta ottagonale (16,30 m per lato all`esterno) e ad ogni angolo si innesta una torretta a sua volta ottagonale (lato 3,10 m), mentre l`ottagono che corrisponde alla corte interna ha lati di 8,65 m ciascuno.

    Castel del Monte
      Il diametro dell`intero castello è di 56 m, mentre il diametro di ogni torre è di 7,80 m. Le torri sono alte 24 m e superano di poco l`altezza dell`intera struttura. Lo spazio interno è suddiviso in due piani, rialzati rispetto al piazzale antistante di 3 e 9,5 metri rispettivamente. Questa suddivisione viene ripresa all`esteno da una cornice marcapiano. Ogni piano è costituito da otto stanze trapezioidali, suddivise congiungendo gli spigoli dell`ottagono interno e gli spigoli di quello esterno, dove si impostano le omologhe torri.


    Luoghi di interesse artistico 

     

    Il romanico pugliese 

     

    Arte severa che si sviluppò in Puglia tra l`XI e la prima metà del XIII secolo, soprattutto in architettura, scultura e nel mosaico. Il romanico "normanno" pugliese è l`antecedente più immediato dell`arte che si sviluppò alla corte di Federico II nel XIII secolo, che tramite il movimento di artisti (come Nicola Pisano) portò al rinnovamento artistico innestato in Toscana e da qui in tutta Italia. In architettura religiosa, le chiese pugliesi recepirono caratteri lombardi, pisani ed orientali rielaborandoli secondo uno schema peculiare.

    Basilica di San Nicola

    Uno degli edifici più rappresentativi è la Basilica di San Nicola a Bari, iniziata nel 1087 e terminata verso la fine del XII secolo. Esternamente si presenta con un aspetto massiccio, come una fortezza, con una facciata a salienti, chiusa ai lati da due torri incompiute, decorata con archetti pensili e con un poco pronunciato protiro con leoni stilofori secondo i modelli lombardi ed emiliani. Altro edificio di importante rilievo è la Cattedrale di Otranto che conserva il mosaico pavimentale meglio conservato dell`intera Puglia.

     

    La Basilica di San Nicola, Bari
     

    Il motivo delle doppie torri rimanda invece a esempi transalpini, ed è spiegabile anche con la presenza normanna degli Altavilla; i segni di altre due torri sono presenti nella zona posteriore dell`edificio, dove si apre una particolare struttura muraria continua a chiusura delle tre abisdi.

    La pianta è a tre navate, con quelle laterali provviste di ulteriori pareti voltate che rinforzano la struttura; la navata principale non è molto lunga ed in origine era coperta a capriate. I matronei sono i più antichi dell`Italia meridionale e terminano in corrispondenza dell`altare maggiore, dove lo spazio si allarga per formare un transetto che non sporge dalla pianta rettangolare dell`edificio: qui era prevista la costruzione di una cupola ottagonale, che avrebbe accentuato, assieme alle torri, la verticalità del complesso.

    La spazialità interna tuttavia è compromessa da due archi che si aprono sulla navata centrale all`altezza del matroneo: furono aggiunti nel XIV secolo per irrobustire ulteriormente la struttura.

     

    Alcuni importanti esempi sono:

    • Cattedrale dell`Assunta ad Altamura
    • Basilica di San Nicola a Bari
    • Cattedrale di San Sabino a Bari
    • Cattedrale di Santa Maria Maggiore a Barletta
    • Cattedrale di San Valentino a Bitonto
    • Basilica di San Giovanni Battista a Brindisi
    • Chiesa di Santa Maria del Casale a Brindisi
    • Basilica Cattedrale di Gravina a Gravina in Puglia
    • Basilica di Santa Maria Maggiore di Siponto presso Manfredonia
    • Abbazia di San Leonardo di Siponto presso Manfredonia
    • Duomo di San Corrado a Molfetta
    • Santuario di San Michele Arcangelo a Monte Sant`Angelo
    • Tomba di Rotari e Santuario di San Michele Arcangelo di Monte Sant`Angelo
    • Cattedrale di Otranto
    • Cattedrale di Ruvo di Puglia
    • Cattedrale di San Nicola Pellegrino a Trani
    • Cattedrale dell`Assunta a Troia
      La cattedrale di Bitonto
      Cattedrale di Otranto
      Accanto ai monumenti romanici spiccano anche importanti emergenze gotiche, prime tra tutte il grandioso Duomo angioino di Lucera, la Basilica del Santo Sepolcro a Barletta e la Basilica di Santa Caterina d`Alessandria a Galatina.

     

     

    Il barocco leccese 

     

    Il Barocco leccese è una singolare declinazione del barocco che, nata alla fine del XVI secolo in clima di Controriforma, si protrae fino alla prima metà del Settecento, in un tutt`uno col Rococò.

    La facciata della Basilica di Santa Croce, Lecce

    L`architettura barocca è rigogliosa a Lecce e in tutti i comuni della provincia, nella Grecìa Salentina e nei grossi centri del basso Salento, Gallipoli, Maglie, Nardò, Galatina, Galatone e Lequile.

    Le articolate decorazioni delle facciate di chiese e palazzi creano scenografici apparati di una visionaria esuberanza unica nel suo genere, resa possibile dalle grandi capacità di architetti e maestri scultori e dalla estrema malleabilità della calda e tenera pietra tufacea presente nel territorio.

    La facciata della Basilica di Santa Croce, Lecce
     

    Lecce, tanto ricca di monumenti barocchi, conserva insigni capolavori, tra i quali la basilica di Santa Croce, annessa al complesso monumentale dei Celestini, e la piazza del Duomo, considerata tra le più belle d`Italia. Nel Salento, inoltre, si distingue il barocco di Martina Franca, che piega una pietra più dura e bianca di quella leccese in forme generalmente più sobrie.

     

    La chiesa dell`ex Convento degli Agostiniani, Melpignano

    Tra i maggiori monumenti barocchi salentini:
    • Basilica di Santa Croce a Lecce
    • Palazzo dei Celestini a Lecce
    • Piazza del Duomo a Lecce
    • Chiesa di San Matteo a Lecce
    • Palazzo Marrese a Lecce
    • Basilica Cattedrale di Sant`Agata a Gallipoli
    • Chiesa del Crocifisso a Galatone
    • Ex Convento degli Agostiniani a Melpignano
    • Guglia dell`Immacolata a Nardò
    • Basilica di San Martino a Martina Franca
    • Chiesa di San Domenico a Martina Franca
     
     
      La chiesa dell`ex Convento degli Agostiniani, Melpignano  

     

     

    La chiesa di Padre Pio 

     

    La chiesa di Padre Pio è stata commissionata dall`Ordine dei Frati Minori Cappuccini della provincia di Foggia e progettata dall`architetto italiano Renzo Piano per contenere degnamente le migliaia di pellegrini che ogni anno giungono ad onorare la memoria di San Pio da Pietrelcina.

    La facciata della Basilica di Santa Croce, Lecce

    L`opera è stata quasi completamente finanziata dalle offerte dei pellegrini, tanto che l`unica donazione giunta da un ente pubblico è stata quella della regione Puglia per la colossale croce in pietra che decora il sagrato, opera dello stesso Piano.

    Coi suoi 6000 m² (in grado di contenere 7000 persone, considerando un ampio margine di sicurezza) è la seconda chiesa d`Italia per dimensioni, superata solo dalla Basilica di San Pietro in Vaticano.

    Interno della chiesa di Padre Pio
     

    La chiesa sorge sul monte di San Giovanni Rotondo ed è adiacente al preesistente santuario e convento in cui il santo frate visse ed in cui ne sono conservate le spoglie. La struttura ha una forma che ricorda quello del nautilus, e la sua pianta ricorda la spirale archimedea, il cui fulcro è posto al centro dell`aula liturgica, nel luogo dove è posto l`altare. Assieme alla struttura della chiesa vera e propria è stato costruito anche un grande sagrato (a cui la chiesa è collegata attraverso un`enorme vetrata) ed un viale di accesso.

     

    La chiesa dell`ex Convento degli Agostiniani, Melpignano
    La nuova chiesa di Padre Pio

    La novità principale apportata da questo progetto nel campo dell`architettura è l`utilizzo di un materiale come la pietra di Apricena (di cui è costituita tutta l`opera) anche come struttura resistente oltre che come semplice elemento decorativo.

    Il suo utilizzo in una zona ad alto rischio sismico, inoltre, ha reso necessari una serie di test e sperimentazioni che hanno coinvolto anche uno staff di geologi: il risultato è stato una struttura che, per mezzo di notevoli sperimentazioni tecnologiche, è ora in grado di resistere a forze anche 6 volte superiori a quelle provocate dai terremoti registrati in questa zona, nonostante l`utilizzo di un materiale molto poco duttile.

     
     

     

     

    Ostuni, la città bianca  

     

    Ostuni, è chiamata "la città bianca" e il suo borgo è uno dei più belli d`Italia, con le viuzze che si arrovellano tra le tipiche case in calce bianca. L`apparente disordine distributivo delle abitazioni intorno alla cattedrale dà al centro storico una conformazione unica.

    Questo costume ha rivestito anche un ruolo di molta importanza in ambito storico, infatti le abitazioni venivano imbiancate, a partire dal XVII secolo con la calce perché si credeva fosse l`unico modo per evitare che la peste dilagasse nella cittadina ed il contagio aumentasse sino a portarne la distruzione.

    Questo uso della calce per imbiancare le abitazioni nel centro storico rientra tuttora in quelle che sono le peculiarità della cittadina ed è una caratteristica che la rende riconoscibile e unica.

    La facciata della Basilica di Santa Croce, Lecce

    La chiesa dell`ex Convento degli Agostiniani, Melpignano

     

    Nel XII secolo Goffredo III, conte di Lecce e funzionario del re Ruggero, con giurisdizione militare sul territorio d`Otranto (le attuali province di Brindisi, Lecce e Taranto), ricevette l`ordine di costruire un castello (chiamato poi Castello Normanno) sulla cima della collina di Ostuni; oggi, purtroppo, di quella costruzione imponente e ben fortificata, rimangono solo una torretta e il giardino (chiamato ora Giardino Zurlo).

    la cucina Pugliese

    La cucina pugliese si caratterizza soprattutto per il rilievo dato alla materia prima, sia di terra che di mare, e per il fatto che tutti gli ingredienti sono appunto finalizzati ad esaltare e a non alterare i sapori base dei prodotti usati.

    Pertanto si troveranno tutte le verdure di stagione, dalla cima di rapa al cavolo verde, al cardo, ai peperoni, alle melanzane, ai carciofi, tutti i legumi, dai fagioli alle lenticchie alle cicerchie e alle fave, e tutti i prodotti del mare, in particolare dell`Adriatico;

    questi ultimi hanno una particolare caratteristica che li distingue, in conseguenza della particolare pastura che si rinviene lungo le sue coste, e dalle polle di acqua dolce che si scaricano in mare, e che servono ad attutire il salmastro, ma non ad alterarne il profumo.

    Prodotti della tradizione pugliese ad Alberobello
    Prodotti della tradizione pugliese ad Alberobello

    Peraltro, anche se vi sono dei piatti comuni, le ricette variano da provincia a provincia, e talvolta, da città a città, così per esempio le ricette tipiche delle province di Bari, Brindisi e Taranto, adagiate sul mare, non sono uguali a quelle praticate nella provincia di Foggia, più collinosa, e di Lecce, più terragna.

    Tante sono le ricette che presenta questa cucina, che ha poi una particolarità che la distingue dalle altre, di offrire piatti diversi in relazione alle diverse stagioni, così che durante le stagioni più miti, cioè in primavera e in estate, viene data preferenza alle verdure e al pesce, mentre nelle altre predominano i legumi, la pasta fatta in casa condita con vari sughi, da sola o combinata alle verdure o al pesce.

    Municeddhi
    Cime di rape

    Il piatto più tipico è quello delle "Orecchiette al ragù di carne di cavallo", la cui ricetta è ormai diffusa in tutti i ricettari, ma non sono meno conosciute le "Orecchiette con le cime di rapa", la "cicoria con la purea di fave", e quelle che ricollegano il territorio al Mediterraneo, come i "Cavatelli con le cozze" o il riso al forno alla barese chiamato pure patate, riso e cozze.

    I piatti più diffusi sono comunque riprodotti nei vari ricettari in circolazione, mentre sarebbe opportuno far emergere alcune delle vecchie ricette ormai non più praticate, per il notevole impegno che richiedono, ma che, se non trascritte da qualche parte, potrebbero andare perdute.

    Cime di rape

    Orecchiette

    Tante sono le ricette che presenta questa cucina, che ha poi una particolarità che la distingue dalle altre, di offrire piatti diversi in relazione alle diverse stagioni, così che durante le stagioni più miti, cioè in primavera e in estate, viene data preferenza alle verdure e al pesce, mentre nelle altre predominano i legumi, la pasta fatta in casa condita con vari sughi, da sola o combinata alle verdure o al pesce.

     

    Orecchiette
    Il piatto più tipico è quello delle "Orecchiette al ragù di carne", la cui ricetta è ormai diffusa in tutti i ricettari, ma non sono meno conosciute le "Orecchiette con le cime di rapa", la "cicoria con la purea di fave", e quelle che ricollegano il territorio al Mediterraneo, come i "Cavatelli con le cozze", il "Risotto ai frutti di mare", il "Polpo alla griglia" o il riso al forno alla barese chiamato pure patate, riso e cozze.

    Tra i prodotti DOP pugliesi troviamo:

    • L`Arancia del Gargano
    • La Bella della Daunia
    • Il Limone Femminiello del Gargano
    • Il canestrato Pugliese
    • Le clementine del Golfo di Taranto
    • L`olio Collina di Brindisi
    • L`olio Dauno
    • L`olio Terra di Bari
    • L`olio Terra d`Otranto
    • L`olio Terre Tarentine
    • Il pane di Altamura

    Numerosi sono i vini pugliesi DOC, DOCG ed IGT, con cui accompagnare i piatti regionali, così come gli olii di oliva extravergine DOP.


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